Gli studenti dell’IISS Ruggero II di Ariano Irpino intervengono pubblicamente sul tema del dimensionamento scolastico e della nascita del nuovo polo liceale.
In una lettera indirizzata al Sindaco, i ragazzi esprimono forti perplessità sulle scelte adottate, denunciano la mancanza di un confronto reale con le scuole e con la cittadinanza e chiedono chiarezza sulle ricadute concrete per gli studenti.
Nel testo emerge una critica alla politicizzazione degli eventi scolastici e un appello alla riapertura di un tavolo di confronto in Regione, per tutelare il futuro della scuola e della città.
Di seguito la lettera integrale
Egregio Sindaco,
Caro Enrico,
è passata più di una settimana dal nostro incontro e, nel frattempo, sono successe molte cose sulle quali abbiamo forti dubbi e rispetto alle quali ci farebbe piacere ricevere chiarimenti.
Vorremmo innanzitutto capire perché, pochi giorni dopo il nostro incontro e dopo tutte le belle parole che ci ha rivolto, lei, la vicesindaca Grazia Vallone e la vicepresidente della Provincia di Avellino Laura Cervinaro siete stati presenti a un tavolo con lo scopo di promuovere le iniziative di Open Day del Liceo Parzanese, ovvero proprio presso quell’istituto che avevate negato di aver difeso a spada tratta.
A quel tavolo erano presenti anche altri illustri interlocutori che nulla a che fare hanno con la politica, motivo per cui la sensazione che abbiamo è che non fosse molto chiaro, a lei e alle sue amministratrici, l’obiettivo di un open day visto che non si è persa occasione per trasformare l’evento in una passerella. Di contro, noi invece pensiamo che la scuola debba essere un luogo che coltiva le menti e non di certo la propaganda politica.
In secondo luogo, vorremmo sapere, alla luce del fatto che alla fine (non grazie a lei) il nuovo polo liceale di Ariano Irpino sarà configurato come “Polo liceale Ruggero II – Parzanese”, se possa ritenersi compiaciuto per tale notizia o se, invece, stia cercando di continuare a muoversi per conservare solo il nome di una delle due eccellenze del nostro territorio. Ci auguriamo quindi che il nome di questa nuova scuola non cambi e che lei mantenga la promessa fatta.
Vorremmo chiederle, inoltre, come saranno allocati questi due poli, considerato che ad Ariano non esistono strutture abbastanza capienti da ospitare tutte le classi del polo liceale.
Se lei e le sue amministratrici foste venuti in visita presso la nostra sede, magari anche prima di recarvi in pellegrinaggio presso il palazzo della Regione, vi sareste resi conto che noi studenti degli indirizzi liceali e tecnici del Ruggero II condividiamo spazi con entrate ed uscite, nonché laboratori e palestre, comuni.
Ebbene, per separarci anche fisicamente — che è la cosa che in questa storia ci fa più male — come farete? La soluzione è una sola e, per quanto ci riguarda, è anche la meno auspicabile: costruire muri per ogni piano, più o meno con la stessa tempestività di altri muri che la Storia ha per fortuna contribuito ad abbattere.
Facendo due conti non è difficile capire che, se le aule non sono numerose, in un ipotetico caso in cui ci siano 50 iscrizioni al Liceo Linguistico e 40 al Liceo Classico, a quest’ultimo verrebbe assegnata una sola classe. Questo significa che 20 alunni che avevano scelto una formazione didattica specifica, offerta solo da quel corso, sarebbero costretti a iscriversi a un altro indirizzo e a intraprendere un percorso didattico completamente diverso.
A questo punto arriviamo al succo della questione: era davvero necessaria questa scelta?
Come abbiamo già detto anche nel nostro precedente incontro, avremmo potuto accettare questa drastica decisione se ci fossero state le risorse sufficienti per sostenerla. Ma purtroppo non ha voluto confrontarsi con le dirigenze — e con “dirigenze” intendiamo tutte — perché, al contrario di quanto si ritiene in altre scuole, noi ragazzi dell’IISS Ruggero II stiamo cercando di tutelare tutte le realtà scolastiche di Ariano.
E parlare solo di realtà scolastiche è riduttivo: la scuola è un biglietto da visita fondamentale per un paese, soprattutto come il nostro, che vive una profonda crisi demografica.
Da qui nascono altre domande: cosa intendeva dire con “ad Ariano non si decide senza Ariano”?
Quale parte di Ariano ha deciso?
Perché non si è avuto il coraggio di organizzare un incontro per stabilire una decisione chiara e rispettosa per tutti?
Siamo stanchi di una politica che non ci tutela, poco ragionata e basata sulla mancanza di un confronto reale con la cittadinanza.
In ultimo poniamo alla sua attenzione, e a quella di tutta la cittadinanza, la seguente questione: sul dimensionamento incide la crisi della natalità, al punto che le Linee Guida prescrivono di partire dagli Istituti del Primo Ciclo, attualmente quelli più direttamente coinvolti.
Da qui la domanda: perché l’accorpamento inizialmente previsto tra l’IC Calvario-Covotta e l’IC Mancini non è andato in porto, decidendo di agire sulle scuole superiori?
La nostra speranza è che dietro questa scelta non vi siano gli interessi di alcune persone che lavorano al suo fianco.
Detto questo, siamo a chiederle di riaprire un tavolo di confronto in Regione, non tanto per salvare noi — che purtroppo non riteniamo di essere molto importanti per lei — ma per salvare il paese che amiamo: Ariano.







