Montoro, tetracloroetilene nell’acqua: Alto Calore rassicura

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Torna alta l’attenzione sulla presenza di tetracloroetilene nelle acque sotterranee di Montoro, una vicenda che da anni preoccupa cittadini e istituzioni.

Nelle ultime ore Alto Calore Servizi ha confermato l’avvio di un confronto con il Comune. L’incontro segue la nuova comunicazione della Regione Campania, che ha disposto ulteriori verifiche ambientali e sanitarie sul territorio.

Secondo quanto riferito dalla società idrica, i controlli più recenti dell’ASL confermano la sicurezza dell’acqua distribuita alla popolazione. Questo grazie ai sistemi di filtraggio a carbone attivo installati nel campo pozzi di Chiusa, sottoposti a regolare manutenzione e sostituzione. L’ultimo intervento risale allo scorso dicembre.

La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo gli approfondimenti della Regione Campania, avviati a seguito di uno studio dell’Università Federico II di Napoli. L’indagine ha evidenziato possibili superamenti delle soglie di contaminazione per tetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE) in diverse aree della Campania, inclusa la provincia di Avellino.

Il tetracloroetilene è un solvente industriale utilizzato in passato nei processi chimici e nelle lavanderie industriali. Secondo la documentazione regionale, è considerato potenzialmente cancerogeno, mentre il tricloroetilene è classificato come cancerogeno certo.

Il sindaco di Montoro ha già rassicurato la popolazione, spiegando che sono attivi monitoraggi costanti da parte di ASL, ARPAC e Alto Calore. Le attività sono coordinate anche attraverso un tavolo tecnico in Prefettura.

Per risolvere in modo definitivo la situazione, Alto Calore ha annunciato che entro 40 giorni sarà presentato un progetto strutturale e definitivo, con relativo quadro economico. Tra le ipotesi in valutazione c’è anche la delocalizzazione dei pozzi in aree non contaminate, per garantire maggiore sicurezza e continuità del servizio idrico.

La nuova fase di verifiche disposta dalla Regione coinvolgerà non solo gli aspetti ambientali e sanitari, ma anche la filiera agroalimentare e veterinaria, nell’ambito di una valutazione complessiva del rapporto tra ambiente e salute pubblica.

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