Il ferimento di diverse persone per l’ impatto di 3 auto con 10 bovini del 28 aprile scorso sull’ Ofantina e la presenza ricorrente di circa 200 capi di bestiame tra cavalli, tori e mucche sparse sulle strade di Aquilonia suscitano molte riflessioni sull’ economia dell’ Alta Irpinia. Intanto, ad Aquilonia un preside alla guida della sua auto stava per essere colpito da un toro che si e’ scagliato sulla vettura. In verità, non e’ la prima volta che gli animali si aggirino sulle strade più trafficate dell’ Irpinia settentrionale: il problema e’ annoso, anche se le istituzioni fingono che non esista. E’ quanto emerge da un report di LA7 che si e’ occupata dei fenomeni succitati proprio poco tempo fa in trasmissione. A prescindere dal fallito tentativo di furto di bestiame che ha causato l’incidente sul tratto Volturara Malepasso occorre riflettere sulla facilità con la quale i bovini riescono a raggiungere l’ Ofantina. Una condizione che deriva dalla memoria innata di transumanza delle bestie: le vacche sembrano ricordare la morfologia dei tratturi sui quali fu costruita la strada statale negli anni 80 per fare uscire dall’isolamento i centri colpiti dal sisma del 1980. I diversi tratti della strada in questione sono strategici per la tenuta dei rapporti economici interni e le relazioni commerciali con le regioni confinanti che legano il capoluogo irpino alla provincia e alle aree limitrofe. Tenuto conto del traffico smistato dall’arteria a scorrimento veloce, l’ Ofantina contiene un flusso veicolare non indifferente, assicurato anche dal turismo e dal lavoro pendolare. Il fenomeno dei pascoli vaganti, estremamente diffuso in provincia di Salerno e di Avellino rivela la permanenza dell’ impronta tradizionale legata all’allevamento brado ma sottolinea anche la necessità urgente di intervenire da parte di autorità, forze dell’ordine e istituzioni per tutelare l’incolumità pubblica, gli spostamenti di merci, lavoratori e turisti. Se gli agenti economici , i produttori, i grossisti, i consumatori dovessero percepire maggiori coefficienti di pericolosità afferenti alla circolazione di beni, servizi e persone in Alta Irpinia per via degli animali vaganti, aumenterebbero gradualmente le polizze RC dei vettori predisposti al trasporto della mercanzia. L’ aumento predetto, a sua volta, si riverserebbe sui costi di produzione e, quindi, sui prezzi di vendita finali sul mercato. Gli incidenti sulla strada statale, come quello del 28 aprile scorso, provocano significativi rallentamenti delle consegne di merci e l’innalzamento dei costi di trasferimento indotti dalla ricerca di percorsi alternativi più lunghi e disagevoli. A fronte di un possibile incremento di insidie incombenti sulla strada, anche gli autisti di camion e tir verrebbero scoraggiati con la ovvia conseguenza di maggiori rivendicazioni salariali riferibili all’incremento degli imprevisti da fronteggiare. Quando si intensificano i ritardi e gli incidenti sulla strada può anche accadere che il committente rinunci alla commessa e che l’ affidi ad altri. Può succedere che il cliente si rivolga ad un altro esercente o fornitore e che si interrompa un flusso monetario consolidato, esteso ad intere attività e ai rispettivi indotti. Inoltre, scenari di maggiore diffusione di informazioni circa incidenti e problematiche di circolazione viaria scaturenti dal pascolo vagante potrebbero disincentivare gli investimenti in Irpinia, spingendo il territorio già oppresso dalla precarietà, verso l’ arretratezza primordiale. Chi investe dove le strade sono meno sicure? L’ allevamento allo stato brado, per quanto sia sinonimo di tradizione e garanzia di genuinità, impone dei controlli severi, ma articolati e complessi da gestire al tempo stesso, specie se l’affarista di turno fa ostruzionismo ad oltranza ed elude i controlli avvalendosi di sofismi e salvifiche acrobazie legali. Morale della favola: intensificare i controlli, le reti di contenimento da 30 euro al metro, le sanzioni e gli strumenti tecnologici atti al monitoraggio del regolare scorrimento della viabilità sono fondamenti precauzionali urgenti ed inevitabili per la sopravvivenza umana ed economica dell’Irpinia. In un territorio così vasto come la provincia di Avellino le silenziose “invasioni di campo” di pascoli e animali tollerate con adeguamenti e rassegnazione potrebbero rivelarsi ben presto deleterie se non addirittura fatali.
L’ annoso problema dei pascoli vaganti: una grave minaccia per l’economia irpina
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