Irpinia, infrastrutture e attese infinite: lo sviluppo bloccato dalla politica regionale

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Il destino dell’ Irpinia é nella sua natura verdeggiante e collinare che ne segnano punti di forza e debolezza, come le distanze da coprire per raggiungere luoghi e territori lontani. Finché c’era la ferrovia ad Avellino si coglieva un senso di dinamismo minimo che procurava almeno un essenziale livello di soddisfazione, all’ insegna della speranza. Ora neanche quella sovviene più, perché è diventato “normale” vedere muoversi gli altri mentre si resta pressoché fermi a imprecare e dannarsi in un territorio, come quello della provincia di Avellino, ricco di potenzialità.

La metropolitana leggera di Avellino tra ritardi e fondi PNRR

La storia infinita della metropolitana “leggera” di Avellino denota la fusione fra disinteresse della Regione Campania, incline a finanziare prevalentemente i progetti utili al tornaconto elettorale, lo spreco di denaro pubblico stanziato a ritmo crescente senza risultati e l’ inettitudine degli amministratori locali. I soldini del Por prima e del Pnrr poi, destinati ad implementare le comunicazioni viarie irpine, infatti, rischiano di diventare lettera morta se non verranno spesi in maniera opportuna e mirata entro la fine dell’ anno. E già, perché occorre attendere l’elemosina dell’ Europa, piuttosto che la lungimiranza delle autorità regionali.

La ferrovia Avellino-Salerno e il ruolo strategico di Solofra

Difatti, queste ultime considerano l’Irpinia solo un varco di passaggio fra Napoli e Bari, piuttosto che un volano di sviluppo industriale dotato di eccellenze meccaniche e conciarie. Per quanto concerne queste ultime, è Solofra il punto di riferimento con 300 aziende e 5000 addetti che provengono dalla provincia di Salerno e che, grazie all’auspicabile collegamento ad oggi mancante fra Avellino e Salerno, potrebbero raddoppiare la loro produttività con ovvi benefici su tutta l’economia regionale.

Pianodardine, automotive e packaging: un patrimonio da valorizzare

Pianodardine è un altro motivo di eccellenza irpino nell’ automotive e nel packaging alimentare piuttosto trascurato. I dipendenti delle tante aziende del distretto industriale succitato si rivolgono a grandi nomi della distribuzione e delle comunicazioni come Eurospin, Hitachi, Leonardo e Stellantis. Eppure, se fosse stata ultimata la rete ferroviaria veloce fra Avellino e Salerno, attualmente in ostaggio delle chiacchiere da bar, questi operatori impiegherebbero la metà del tempo per raggiungere il loro posto di lavoro.

Meno colli di bottiglia, più competitività per l’Irpinia

Meno tempo significa aumento della produzione giornaliera e meno dispersione che, in economia, si esprime con il concetto di meno “colli di bottiglia”. Ma grazie alla rete veloce che collegherebbe Avellino con Salerno, oltre all’eliminazione dei colli di bottiglia suddetti si costruirebbero anche i presupposti per consolidare il distretto del vino di eccellenza Irpino grazie all’alta velocità che collega Salerno con il resto dell’Italia.

Il trasporto pubblico e il futuro dell’economia irpina

Fino a quando la politica seguitera’ ad avvalersi di surrogati e parolai di basso livello non ci saranno prospettive per uscire dallo stallo imposto per asservire l’ economia al potere dei burocrati. Intanto, il trasporto pubblico di Avellino si arricchisce di un nuovo servizio che probabilmente è destinato a migliorare le comunicazioni fra centro e aree periferiche cittadine con ovvi riflessi positivi e implicazioni sinergiche sull’ economia del capoluogo irpino. E questa, secondo l’ esperto di geografia urbana e regionale Christaller, autore della nota “teoria delle località centrali”, è assolutamente una buona notizia.

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