Ieri sera Lioni ha vissuto una notte di grande musica ed emozioni con il concerto di Nek, al secolo Filippo Neviani, protagonista del grande appuntamento della festa di San Rocco. L’artista si è esibito in piazza IV Novembre nell’ambito del suo “Nek Hits Live”, ripercorrendo oltre trent’anni di carriera e regalando al pubblico alcuni dei suoi brani più amati.
Una serata di festa, dunque, fatta di musica, applausi e di quelle canzoni che hanno accompagnato intere generazioni. Ma per Nek il rapporto con il territorio irpino non si è fermato alle luci del palco.
Questa mattina, infatti, Filippo Neviani si è recato in pellegrinaggio presso il Santuario del Santissimo Salvatore di Montella, luogo profondamente legato alla devozione popolare e alla spiritualità dell’Alta Irpinia. Il santuario, posto sul monte a circa 954 metri di quota, domina Montella e la valle sottostante ed è da secoli meta di pellegrini e fedeli.
Il gesto assume un significato particolarmente intenso se letto alla luce del percorso umano e spirituale di Nek. La fede, per il cantautore emiliano, non è infatti un elemento marginale della sua vita, né qualcosa da esibire: è un cammino personale, maturato nel tempo e profondamente intrecciato alla sua esperienza di uomo, padre e artista.
Nek ha raccontato più volte pubblicamente la propria fede e il percorso che lo ha portato a viverla con maggiore consapevolezza. In un’intervista ad Avvenire ha ricordato il ruolo importante avuto da alcuni sacerdoti nella sua formazione e ha parlato della fede come di una dimensione che continua ad accompagnarlo. In passato ha anche spiegato di aver vissuto una vera maturazione spirituale, passando da una fede che definiva più “tiepida” a un rapporto con Dio più intenso e consapevole.
È proprio questo aspetto a rendere particolarmente suggestiva l’immagine di Nek che, poche ore dopo aver calcato il palcoscenico di Lioni davanti a migliaia di persone, sceglie il silenzio e la preghiera di un luogo sacro.
Il contrasto è forte, ma allo stesso tempo racconta bene la personalità di Filippo Neviani: da una parte l’artista, il cantante capace di accendere una piazza con le sue canzoni; dall’altra l’uomo che sente il bisogno di fermarsi, raccogliersi e affidarsi alla propria fede.
Nel corso degli anni Nek ha spiegato che il rapporto con Dio per lui è soprattutto una relazione di fiducia. Ha raccontato come, nei momenti più difficili della vita, la fede gli abbia dato la forza di non sentirsi solo e di guardare avanti.
E allora il pellegrinaggio al Santissimo Salvatore di Montella può essere letto proprio come un momento di raccoglimento, lontano dalla dimensione dello spettacolo. Dopo le luci, la musica e gli applausi, un ritorno all’essenziale.
Il Santuario del Salvatore, del resto, è un luogo che invita naturalmente alla preghiera. La sua storia è profondamente intrecciata alla devozione dei montellesi e dei fedeli dei territori circostanti, tanto che nei secoli è diventato una delle mete spirituali più significative dell’Irpinia.
La presenza di Nek aggiunge così una pagina particolare a questa storia: quella di un artista amatissimo che, dopo aver portato la propria musica a Lioni, ha scelto di salire verso il Santissimo Salvatore.
Una scelta che sembra racchiudere una delle caratteristiche più autentiche del suo percorso: la capacità di vivere la fede non soltanto come parola, ma come esperienza personale, ricerca e cammino.
Dalla piazza di Lioni al silenzio del Santuario di Montella, dunque, il viaggio di Nek continua. Ieri la musica, oggi la preghiera. Due dimensioni apparentemente lontane, ma che nella vita di Filippo Neviani sembrano trovare un punto d’incontro: quello di un uomo che, anche nel successo e nella popolarità, continua a sentire il bisogno di fermarsi davanti a Dio.







