Bambini dietro le sbarre: a Lauro il numero più alto d’Italia negli Icam

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L’Istituto a Custodia Attenuata per Madri (Icam) di Lauro, in provincia di Avellino, detiene il primato nazionale per numero di bambini ospitati insieme alle proprie madri detenute. Attualmente sono 13 i minori presenti nella struttura campana su un totale di 30 bambini che vivono negli Icam italiani, distribuiti anche negli istituti di Torino, Milano, Venezia e Cagliari.

A denunciare la situazione è Aldo Di Giacomo, segretario generale della Federazione Sindacati Autonomi (F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP.) e segretario regionale per la Campania, impegnato in una serie di visite negli istituti penitenziari della regione e di incontri con il personale carcerario.

«Non possiamo continuare ad accettare che dei bambini trascorrano i primi anni della loro vita all’interno di strutture che, pur attenuate rispetto al carcere tradizionale, restano pur sempre dipendenti dall’amministrazione penitenziaria», afferma Di Giacomo, sottolineando come gli Icam non rappresentino un ambiente adeguato alla crescita e allo sviluppo dei minori.

La struttura di Lauro, in passato destinata al recupero di detenuti con problemi di tossicodipendenza e successivamente riconvertita in Icam, necessita secondo il sindacalista di una profonda riflessione sul proprio ruolo e sul futuro del sistema di accoglienza per le madri detenute con figli piccoli.

Di Giacomo richiama inoltre l’attenzione sulle ripetute condanne rivolte all’Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e denuncia una generale mancanza di interventi concreti sul fronte della giustizia e dell’esecuzione penale. Particolarmente preoccupante, secondo il segretario, è il dato relativo all’aumento dei bambini presenti negli istituti: in appena un anno si è passati da circa dodici a trenta minori.

A ciò si aggiunge la riduzione delle risorse destinate alla giustizia minorile prevista dalla legge di bilancio 2026, che avrebbe comportato un taglio superiore al 60 per cento dei fondi destinati alle strutture del settore.

Per il rappresentante sindacale è ormai indispensabile accelerare l’iter delle proposte legislative che prevedono il superamento degli Icam e la creazione di case-famiglia e strutture dedicate, in grado di garantire condizioni più adeguate ai bambini. «Si tratta prima di tutto di una questione di civiltà e di tutela dell’infanzia», conclude Di Giacomo, annunciando nuove iniziative per sollecitare una soluzione definitiva al problema.

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