Il comparto vitivinicolo della Campania archivia le difficoltà climatiche del 2023 e si rilancia con segnali concreti di crescita, presentandosi a Vinitaly 2026 con un rinnovato slancio produttivo e nuove prospettive sui mercati internazionali. In questo contesto, Irpinia e Sannio si confermano pilastri del sistema regionale, concentrando la quota più rilevante sia delle superfici vitate che della produzione.
Nel 2025 la regione conta 24.756 ettari vitati e una produzione superiore a 2,2 milioni di quintali di uva da vino, in crescita del +9,6% rispetto all’anno precedente. Un risultato in controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra una contrazione delle superfici (-5%) e una lieve flessione produttiva (-0,8%).
Determinante il contributo delle due aree: il Sannio rappresenta il 42,6% della superficie vitata e quasi il 49% della produzione regionale, mentre l’Irpinia copre il 24,7% delle superfici e il 19,3% della produzione, distinguendosi però per una maggiore incidenza qualitativa e una forte vocazione alle produzioni a denominazione. Le DOP costituiscono circa il 20% del totale regionale, ma raggiungono il 31% in Irpinia e il 21% nel Sannio, arrivando complessivamente all’85% della produzione certificata campana.
Sul piano produttivo emerge una chiara identità territoriale: prevalgono i vini bianchi, che in Irpinia rappresentano l’84,4% della produzione DOP, trainati da eccellenze come Fiano di Avellino e Greco di Tufo, mentre nel Sannio si consolida il ruolo della Falanghina.
Il comparto conta inoltre quasi 300 aziende imbottigliatrici tra Irpinia e Sannio, con una produzione complessiva di circa 30 milioni di bottiglie di vino certificato, confermando il peso strategico dell’area nel panorama regionale.
Anche sul fronte imprenditoriale emergono segnali di forza: secondo i dati Infocamere al 31 dicembre 2025, in provincia di Benevento operano 2.031 imprese vitivinicole (pari al 6,1% del totale), mentre in provincia di Avellino se ne contano 856 (2%). Numeri nettamente superiori alle medie regionali e nazionali, che evidenziano una specializzazione produttiva consolidata.
Più complesso il quadro dell’export: nel 2025 il vino italiano registra una flessione del -3,7%, scendendo a 7,78 miliardi di euro. Anche Irpinia e Sannio segnano un calo, con Avellino a 21,5 milioni (-6,4%) e Benevento a 6,2 milioni (-3,2%). Gli Stati Uniti restano il principale mercato, ma in contrazione, mentre crescono nuove destinazioni come Paesi Bassi, Spagna e Brasile.
Come sottolineato dal commissario della Camera di Commercio Irpinia Sannio, Girolamo Pettrone, la sfida è ora rafforzare il posizionamento qualitativo e accompagnare le imprese verso una maggiore diversificazione dei mercati.
In questo scenario, la partecipazione a Vinitaly 2026 con 101 espositori rappresenta un passaggio strategico per consolidare il ruolo di Irpinia e Sannio come hub enologici della Campania, capaci di coniugare tradizione, innovazione e competitività internazionale.






