Scenari economici mondiali difficili e allarmanti: ne faremo le spese

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Mentre il presidente Trump spinge sulla Federal Reserve, la Banca Centrale Americana al fine di ottenere un tasso di sconto sempre più basso e dare così ossigeno all’economia americana provata da debito pubblico, guerra e disoccupazione interna, l’Iran minaccia di colpire le infrastrutture legate all’estrazione del petrolio. Lo scenario economico internazionale non lascia presagire niente di buono, soprattutto per l’impennata dell’inflazione che potrebbe ulteriormente derivare dalla crescita del prezzo del petrolio. Nazioni come Australia e Nuova Zelanda stanno già discutendo programmi di razionamento di petrolio ed energia in tutti i settori e la notizia desta non poche preoccupazioni. Il presidente americano Trump sembra ossessionato dall’idea di “esportare democrazia ovunque e a tutti i costi” attraverso la guerra, ma il suo orientamento sembra tutt’altro che rassicurante e poco edificante. Sui mercati finanziari le scelte di Trump si traducono in maggiori spese e debiti per finanziare la guerra e, questo fa schizzare in alto i rendimenti dei titoli obbligazionari americani. In definitiva tutto ciò significa maggiore debito e maggiore spesa per pagare gli interessi sul debito stesso e, dunque, inflazione. Un’ inflazione che potrebbe crescere ulteriormente se Trump riuscisse ad ottenere dal nuovo presidente della Banca Centrale Americana ulteriori cali del saggio di sconto (il tasso di interesse praticato dalla Federal Reserve alle banche private). Tassi di interessi in continua discesa sono assimilabili, difatti, ad eccessi di moneta è in circolazione e quindi, ad altra inflazione . E dal momento che, come abbiamo anticipato, si registra anche una crescita della disoccupazione e un rallentamento del Pil (la ricchezza degli USA), si preannuncia una vera e propria piaga macroeconomica chiamata “stagflazione” , ovvero l’unione di stagnazione economica ( disoccupazione) e inflazione. Lo scenario economico europeo e’ una funzione diretta, ossia, dipende direttamente da quello americano: dunque il Vecchio Continenwte segue pedissequamente (più o meno) le stesse sorti americane . I dazi di Trump sono serviti solo in minima parte a ripagare il debito che egli sta implementando con la sua condotta guerrafondaia e, forse, non bastano neanche per pagare tutti gli interessi sul debito che egli sta accelerando. In tutto questo tempestoso marasma economico e finanziario intrrnazionale la prelazione dell’elettrico, dell’intelligenza artificiale e dellle criptovalute denotano un significativo aumento dei consumi di energia elettrica pari al 4% dell’energia consumata globalmente (dato IEA): un altro fattore che spinge sull’ aumento della domanda e dei prezzi energetici. In buona sostanza e’ verosimile pensare che tutto il malessere economico mondiale si stia trasformando in cascate di inflazione e debito pubblico cumulato che graveranno per intere generazioni solo sui contribuenti, sui consumatori e sui loro risparmi di una vita di sacrifici.

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