Una serata elettrica, densa di emozioni e ritmo, con il Teatro Ariston trasformato in un’arena di entusiasmi e contestazioni. La quarta notte del Festival di Sanremo incorona Ditonellapiaga regina delle cover, ma lascia anche spazio a sorprese, duetti generazionali e qualche malumore in platea.
A prendersi la scena è stata proprio Ditonellapiaga, prima nella classifica della serata dedicata a cover e duetti. Una vittoria maturata attraverso un sistema di voto composito: 34% Televoto, 33% Sala Stampa, Tv e Web, 33% Giuria delle Radio. Una gara parallela, però, che non influirà sull’esito della finalissima di sabato 28 febbraio, quando verrà proclamato il vincitore della 76ª edizione.
La top ten della serata cover
Dietro Ditonellapiaga si piazzano, nell’ordine: Sayf, Arisa, Bambole di Pezza, Tredici Pietro, Sal Da Vinci, LDA & Aka 7even, Nayt, Dargen D’Amico e Luchè. Una classifica che fotografa gusti trasversali e un equilibrio tra pop, urban e tradizione melodica.
La sorpresa Morandi: padre e figlio sul palco
Il momento più carico di simbolismo arriva con l’ingresso di Gianni Morandi, ospite a sorpresa accanto al figlio Tredici Pietro. Un passaggio di testimone artistico che unisce generazioni e linguaggi musicali, tra memoria e contemporaneità. L’abbraccio tra i due diventa uno dei frame più commentati della serata.
A illuminare l’Ariston anche Bianca Balti, presenza scenica potente e magnetica, mentre fuori dal teatro l’atmosfera era già decollata con il medley di Laura Pausini, in versione glamour con occhiali a maschera e lunghi guanti fucsia.
Fischi per Arisa: il teatro si divide
Non sono mancati i momenti di tensione. Arisa, terza con “Quello che le donne non dicono”, ha regalato un’interpretazione intensa e vibrante. Eppure, al momento dell’annuncio da parte di Carlo Conti, dal pubblico sono partiti fischi sonori, segno di un dissenso evidente rispetto alla classifica.
L’Ariston si è così infiammato, confermando come la serata delle cover – pur non determinante per la vittoria finale – sia spesso la più emotiva e imprevedibile del Festival.
Trenta big, una maratona fino a notte fonda
Sul palco si sono alternati tutti e trenta i big, ciascuno affiancato da un ospite scelto personalmente: musicisti, attori, giornalisti, icone del passato e volti emergenti. Una maratona musicale che ha tenuto il pubblico incollato fino all’1.30 di notte, in un crescendo di performance, contaminazioni e omaggi.
La quarta serata si chiude dunque con un verdetto chiaro ma non definitivo: la corona delle cover va a Ditonellapiaga, mentre il verdetto finale resta tutto da scrivere. A Sanremo, come sempre, l’ultima parola spetta al sabato.







