È iniziato presso il tribunale competente il procedimento a carico di una giovane di 26 anni originaria di Sant’Angelo dei Lombardi, imputata per omicidio stradale in relazione al grave incidente avvenuto nell’ottobre 2024 lungo via Cerreto, nel territorio di Lioni, in cui ha perso la vita Giacomo De Respinis, 24 anni, aspirante pizzaiolo.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’auto su cui viaggiavano i due giovani procedeva a velocità superiore ai limiti consentiti quando, per cause ancora oggetto di accertamento, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo. Il veicolo si sarebbe ribaltato più volte, terminando la sua corsa in una scarpata. Per il giovane non ci fu nulla da fare: il decesso sarebbe avvenuto sul colpo, mentre la ragazza riportò gravi traumi.
Il nodo centrale: chi era alla guida
Uno degli elementi più controversi del processo riguarda l’effettiva conduzione del veicolo nei momenti precedenti all’impatto. L’imputata ha fornito una versione alternativa rispetto a quella contestata dagli inquirenti, sostenendo che alla guida si sarebbero alternati entrambi e che, poco prima dell’incidente, sarebbe stato proprio De Respinis a prendere il controllo dell’auto.
La ricostruzione dell’accusa, invece, attribuisce la guida alla 26enne.
Le immagini e la ricostruzione temporale
Un ruolo centrale nell’inchiesta è svolto dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nel comune di Lioni. Dai filmati acquisiti agli atti emergerebbe che, in un primo momento, la giovane fosse effettivamente alla guida del veicolo. Successivamente si osserva una breve sosta dell’auto.
Secondo la difesa, rappresentata dagli avvocati Innocenzo Massaro e Federico Antoniello, proprio in quella finestra temporale, della durata di circa venti secondi, sarebbe avvenuto il cambio di posto tra i due occupanti.
Gli elementi tecnici e i rilievi
Determinanti per l’esito del procedimento saranno anche gli accertamenti tecnici relativi alla posizione dei corpi dopo l’incidente. Il giovane è stato ritrovato senza vita, mentre la 26enne si trovava intrappolata sul lato guida dell’abitacolo, circostanza che dovrà essere valutata insieme agli altri elementi probatori per chiarire la dinamica esatta dello schianto.
Il contesto e l’attesa per il processo
La vicenda ha avuto forte impatto anche sul territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, dove non sono mancate reazioni e tensioni sociali. Tuttavia, il procedimento è ancora nelle fasi iniziali e nessuna responsabilità penale è stata accertata nei confronti dell’imputata.
La prossima udienza è fissata per l’11 giugno, quando saranno ascoltati i primi soccorritori intervenuti sul luogo dell’incidente. Le loro testimonianze potrebbero fornire ulteriori elementi utili a ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto nei momenti decisivi del sinistro.







