Lioni–Grottaminarda, istituito un tavolo di crisi per sbloccare i lavori

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L’incontro che si è svolto oggi nella sala consiliare “Sandro Pertini” di Grottaminarda rappresenta l’avvio di un percorso condiviso tra sindaci e organizzazioni sindacali per sollecitare la ripresa e il completamento della strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda.

Il confronto è stato indicato come il primo passo di una serie di iniziative che le amministrazioni locali e le parti sociali intendono portare avanti in modo unitario e determinato per ottenere la ripartenza definitiva del cantiere e la conclusione dell’opera.

Aperto, di fatto, un  “Tavolo permanente di crisi”. Nei prossimi giorni sarà redatto un documento con richieste precise alla Regione Campania affinchè vengano autorizzate e contrattualizzate le perizie necessarie a riaprire i cantieri.

 

Il passaggio successivo sarà la richiesta di un incontro in Regione e come ulteriore ipotesi quella di interpellare il Governo Centrale.

 

Presenti alla mobilitazione numerosi operai in cassa integrazione, alcuni di loro hanno rispolverato un vecchio striscione “ Lioni-Grottaminarda: sviluppo + lavoro = dignità” striscione che è stato necessario, purtroppo, utilizzare già in altre occasioni come nel 2018, perchè la storia di questa strada

a scorrimento veloce che dovrebbe ridurre le distanza tra i due mari, Tirreno e Adriatico, sembra una storia infinita: progettata all’indomani del terremoto dell’80, iniziata da 13 anni, ha registrato vari stop ed attualmente versa nell’abbandono da circa tre mesi.

 

I Sindaci interessati dal tracciato, a cominciare da quello di Grottaminarda che ha fatto anche da moderatore agli interventi, hanno evidenziato unanimemente l’importanza strategica di questa arteria per collegare le comunità alla Stazione Hirpinia ed in generale per connettere le aree interne della Campania all’asse principale Scandinavia-Mediterraneo. Hanno sottolineato con rammarico come diverse aree del territorio e diversi cittadini siano rimasti ostaggio di questi cantieri abbandonati; una situazione di degrado dei luoghi che rende impossibile anche un rilancio in termini turistici; un’opera che non può più aspettare perchè ogni giorno che passa, anche alla luce della nuova guerra nel Golfo, costerà sempre di più.

 

I Sindacalisti di tutte le sigle hanno ricordato come secondo l’ultimo cronoprogramma del dicembre 2024, l’opera sarebbe dovuta terminare nel 2027 ma le risorse non sono più sufficienti, disponibili 12 milioni di euro ma ne servono almeno 40; hanno anche espresso la preoccupazione di un progetto che rischia di essere obsoleto e che in alcuni suoi aspetti andrebbe rimodulato; e naturalmente c’è l’aspetto occupazionale che preoccupa enormemente per la ricaduta su tante famiglie e sull’economia generale di queste aree; un’opera insomma che deve riprendere per il bene del territorio, nell’interesse delle comunità, per la dignità dei lavoratori.

 

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