La Procura di Napoli allarga gli accertamenti su due trapianti al Monaldi risalenti al passato

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La Procura della Repubblica di Napoli ha disposto nuovi accertamenti investigativi su due trapianti eseguiti in passato presso l’ospedale A.O.R.N. A. Cardarelli – Monaldi, dopo l’attenzione mediatica e giudiziaria sollevata dalla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito.

Gli approfondimenti riguardano un intervento risalente al 2021 e un altro in epoca precedente, e sono coordinati dalla VI sezione “Lavoro e colpe professionali” della Procura partenopea, guidata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Al momento non si parla di indagini penali formali, ma di una fase esplorativa che punta a raccogliere documentazione, verificare protocolli e valutare eventuali criticità nelle procedure adottate nel centro trapianti negli anni.

Queste verifiche si inseriscono nel più ampio filone di accertamenti aperto dopo il caso del piccolo Domenico, la cui morte ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sette tra medici e personale sanitario del Monaldi per omicidio colposo in relazione ai presunti errori nelle fasi di prelievo, conservazione e impianto dell’organo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organo destinato al trapianto per il bambino sarebbe arrivato a Napoli in condizioni compromesse — in particolare il cuore donato avrebbe subito danni durante il trasporto — e nonostante ciò sarebbe stato comunque impiantato, con conseguenze tragiche. Testimonianze raccolte suggeriscono che il cuore appariva «una pietra durissima» quando è giunto in sala operatoria, e che diverse fasi operative non avrebbero rispettato le procedure standard raccomandate per la conservazione degli organi.

Le nuove verifiche sulla documentazione e sulle modalità di altri due trapianti servono a offrire un quadro più ampio: i magistrati vogliono accertare se eventuali criticità nel centro trapianti del Monaldi siano isolati o ripetuti nel tempo, e se vi siano state omissioni o carenze sistemiche di protocolli. Il lavoro di acquisizione di cartelle cliniche, commesse sanitarie e altri atti rientra in questa fase preliminare, che potrà portare in seguito a sviluppi più formali qualora emergessero elementi che lo richiedano.

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