Grande partecipazione a Grottaminarda. Al centro del confronto la crisi dell’automotive, le vertenze Menarini e ArcelorMittal, le infrastrutture e il futuro industriale della provincia. Dalla Festa parte la mobilitazione della FIOM di Avellino: «Entro fine anno soluzioni concrete per le due vertenze».
Si è conclusa ieri, 11 settembre, a Grottaminarda, la quarta edizione della Festa della FIOM-CGIL di Avellino, un’edizione da record per partecipazione, contenuti e protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori.
Una giornata che ha messo al centro le grandi questioni industriali dell’Irpinia: la crisi dell’automotive, le vertenze Menarini e ArcelorMittal, il futuro dei poli industriali della provincia, la formazione, le infrastrutture e la necessità di accelerare sulla Piattaforma Logistica e sul sistema ferroviario della Valle Ufita.
Al confronto hanno partecipato Giuseppe Morsa, Segretario Generale FIOM-CGIL Avellino-Benevento, Marcantonio Spera, sindaco di Grottaminarda, Francesco Zirpoli, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Italia D’Acierno, della Segreteria Generale CGIL Avellino, Alessia Araneo, consigliera regionale della Basilicata, e Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività Produttive e all’Industria della Regione Campania. Le conclusioni sono state affidate a Michele De Palma, Segretario Generale nazionale della FIOM-CGIL, mentre il dibattito è stato coordinato da Massimiliano Guglielmi, Segretario Generale FIOM-CGIL Campania.
Ad aprire il confronto è stato il Segretario Generale della FIOM Avellino-Benevento, Giuseppe Morsa, che ha evidenziato le criticità del sistema industriale irpino, indicando allo stesso tempo una serie di proposte per costruire una nuova prospettiva.
La priorità è creare un vero ecosistema industriale, mettendo in relazione imprese, lavoratori, formazione, ricerca e istituzioni. Occorre investire sulla formazione, costruire una rete tra le aziende presenti nei 13 nuclei industriali della provincia, rafforzare la presenza del sindacato nei luoghi di lavoro e aumentare l’attenzione verso le aziende dell’indotto.
Una strategia che deve partire dalle vertenze aperte.
Per la Menarini la FIOM chiede l’apertura immediata di un tavolo presso il MIMIT e risposte precise sugli investimenti necessari a garantire il futuro dello stabilimento e dell’occupazione.
Per ArcelorMittal, invece, occorre arrivare rapidamente a una soluzione industriale capace di garantire un futuro ai lavoratori e allo stabilimento di Luogosano.
Il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, ha ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale alle lotte dei lavoratori e alle organizzazioni sindacali, collegando la questione industriale alla necessità di dotare la Valle Ufita delle infrastrutture indispensabili per il suo sviluppo.
Particolarmente significativo il contributo del professor Francesco Zirpoli, autore di Autodistruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, che ha posto al centro la necessità di affrontare la trasformazione dell’automotive attraverso un vero salto industriale.
La Campania, in questo senso, dispone di importanti eccellenze nel campo dell’università, della ricerca e dell’innovazione. La sfida è riuscire a mettere queste competenze al servizio di una nuova politica industriale capace di creare valore, lavoro e occupazione qualificata.
Nel suo intervento, l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola ha affrontato i principali nodi posti dalla FIOM.
Sulla Menarini ha sottolineato la necessità di individuare rapidamente soluzioni per il futuro dello stabilimento e dei lavoratori.
Per l’ex ArcelorMittal, ha riferito del percorso avviato per individuare una soluzione industriale, con quattro aziende che hanno presentato proposte di subentro.
Sul tema della Piattaforma Logistica è stata evidenziata la necessità di accelerare il confronto con RFI, arrivando alla definizione e alla presentazione del progetto. Per la FIOM, le infrastrutture devono diventare parte integrante di una strategia industriale per la provincia.
Molto apprezzato l’intervento conclusivo di Michele De Palma, che ha riportato il confronto alla questione più generale del futuro industriale del Paese.
Il Segretario Generale nazionale della FIOM ha evidenziato come il mondo metalmeccanico abbia continuato ad assumersi le proprie responsabilità mentre l’Italia rischia di perdere progressivamente pezzi importanti della propria struttura industriale, a partire dalla vicenda dell’Ilva.
Da qui una domanda forte alla politica: quale idea di industria vuole avere questo Paese?
L’economia non può essere misurata soltanto attraverso il numero delle presenze turistiche. Il turismo è una risorsa importante, ma da solo non può garantire quella struttura produttiva e occupazionale necessaria a dare futuro ai territori.
La politica deve quindi «svegliarsi» e spiegare quale politica industriale intenda mettere in campo.
La FIOM ha ribadito in questo quadro il proprio sostegno incondizionato alle lavoratrici e ai lavoratori di Menarini e ArcelorMittal, che stanno combattendo per difendere il posto di lavoro, la dignità e il futuro produttivo dei rispettivi stabilimenti.
DALLA FESTA PARTE LA MOBILITAZIONE: ENTRO FINE ANNO SOLUZIONI PER LE DUE VERTENZE
La quarta Festa della FIOM non si chiude, dunque, con il confronto di Grottaminarda. Da queste proposte parte la mobilitazione della FIOM di Avellino.
L’obiettivo è chiaro e ha una scadenza precisa: arrivare entro la fine del 2026 a soluzioni concrete per le vertenze Menarini e ArcelorMittal.
Non è più tempo di rinvii, tavoli interlocutori o promesse. Servono risposte, investimenti, progetti industriali e tempi certi, capaci di garantire il lavoro e il futuro degli stabilimenti.
Per la Menarini chiediamo l’immediata convocazione del tavolo al MIMIT e un piano di investimenti certo, con impegni e responsabilità definiti.
Per ArcelorMittal occorre accelerare il percorso per arrivare a una soluzione industriale concreta, a partire dalle proposte di subentro già presentate, garantendo la piena tutela occupazionale dei lavoratori.
Su questi obiettivi la FIOM di Avellino avvierà una nuova fase di mobilitazione nei luoghi di lavoro e sul territorio, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori, delegati, istituzioni e comunità locali.
Entro il 31 dicembre vogliamo risposte e soluzioni per entrambe le vertenze. Questo è l’impegno che la FIOM assume nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e questa sarà anche la misura con cui giudicheremo l’azione delle istituzioni, della politica e delle imprese.
La quarta edizione della Festa ha dimostrato, soprattutto, la forza del protagonismo dei lavoratori. Sono stati i lavoratori a organizzare la Festa, mettendo in campo partecipazione, passione, responsabilità e quello spirito militante che continua a rappresentare la forza della FIOM.
Una Festa costruita dal basso, nei luoghi di lavoro e nel territorio, che ha saputo unire socialità, discussione e iniziativa sindacale.
Ora quello stesso spirito diventa mobilitazione.
La Festa finisce, la mobilitazione comincia.
La FIOM di Avellino continuerà a essere nei luoghi di lavoro e accanto alle lavoratrici e ai lavoratori per difendere l’occupazione, conquistare soluzioni per Menarini e ArcelorMittal e costruire una nuova prospettiva industriale per l’Irpinia.
Entro fine anno vogliamo chiudere positivamente le due vertenze. Perché difendere l’industria significa difendere il lavoro, e difendere il lavoro significa difendere il futuro del territorio.









