Crans-Montana, rinomata località turistica svizzera e meta prediletta di sciatori e giovani provenienti da tutta Europa, aveva appena salutato l’arrivo del 2026 quando la festa si è trasformata in tragedia. Erano circa l’1.30 del 1° gennaio quando, all’interno del bar Le Constellation, uno dei locali più frequentati per i festeggiamenti di Capodanno, è scoppiato un incendio devastante che ha cambiato per sempre il volto della notte.
Il locale, affollato da centinaia di persone che ballavano e brindavano al nuovo anno, si è rapidamente trasformato in un inferno di fiamme e fumo. Secondo i dati ufficiali, il bilancio è drammatico: circa 40 morti e oltre 115 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime e ricoverati nei reparti di terapia intensiva specializzati in grandi ustioni.
I soccorsi sono scattati immediatamente. Tredici elicotteri, decine di ambulanze e centinaia di operatori sanitari e vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per evacuare i feriti e domare le fiamme. Gli ospedali della regione sono stati rapidamente saturati e numerosi pazienti sono stati trasferiti in altre strutture, anche fuori dal cantone, per ricevere cure urgenti.
Tra le vittime e i feriti figurano giovani di diverse nazionalità. Secondo fonti istituzionali italiane, 19 connazionali risultano coinvolti, con sei italiani ancora dispersi e diversi altri ricoverati, alcuni con ustioni molto gravi. L’identificazione delle vittime procede con difficoltà a causa delle condizioni dei corpi.
Dalle testimonianze raccolte emergono racconti di panico e disperazione. “È successo tutto in pochi secondi: un’esplosione, poi il fuoco sul soffitto e il fumo che non lasciava respirare”, raccontano alcuni sopravvissuti ancora sotto shock. Un adolescente, riuscito a salvarsi rompendo una finestra, parla di caos totale, di amici persi di vista e di scene che resteranno impresse per sempre.
Le autorità svizzere hanno escluso fin da subito l’ipotesi di un atto terroristico o doloso. Tutto fa pensare a un tragico incidente. Tra le cause più probabili, gli investigatori indicano candele scintillanti decorative posizionate su bottiglie di champagne, che avrebbero innescato l’incendio entrando in contatto con il materiale del soffitto e favorendo una propagazione rapidissima delle fiamme.
Restano però molte domande aperte. Come è possibile che un locale così affollato avesse vie di fuga limitate? Erano pienamente rispettate le norme di sicurezza antincendio? Le indagini sulla conformità degli impianti, sui materiali utilizzati e sulle autorizzazioni sono appena iniziate e coinvolgono magistrati e tecnici specializzati.
Intanto le istituzioni si stringono attorno alle famiglie delle vittime. Il ministro degli Esteri italiano ha espresso il proprio cordoglio e annunciato la sua presenza sul posto per seguire da vicino le operazioni di identificazione e assistenza ai familiari. Il Presidente della Confederazione Svizzera ha definito l’accaduto “una delle peggiori tragedie recenti del Paese”, proclamando giorni di lutto nazionale.
Oggi Crans-Montana, simbolo di vacanze, neve e divertimento, porta il segno di una ferita profonda. L’alba che doveva segnare l’inizio di un nuovo anno di festa si è trasformata in un risveglio di dolore e interrogativi. Famiglie, amici e un’intera comunità attendono risposte, mentre la neve continua a cadere silenziosa sulle Alpi, mescolandosi al lutto e alla memoria di una notte che non sarà dimenticata.





