Fare rifornimento in Italia sta diventando sempre più costoso. Il prezzo del gasolio continua a salire e in diversi distributori autostradali ha ormai superato la soglia record di 2,6 euro al litro nella modalità servito, secondo il monitoraggio diffuso da Codacons sulla base dei dati comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Gli aumenti più marcati si registrano lungo alcune delle principali tratte autostradali: sull’autostrada A4 Milano-Brescia il diesel ha raggiunto quota 2,654 euro al litro, mentre sulla A21 Torino-Piacenza si sfiorano i 2,64 euro. Prezzi molto elevati anche sulla diramazione A8-A26 e sulla A13 Bologna-Padova, dove il carburante supera i 2,60 euro al litro.
La situazione non è molto diversa sulla rete ordinaria. Il diesel in modalità self service ha ormai oltrepassato la soglia dei 2 euro al litro in quasi tutte le regioni italiane, con i listini più alti registrati nella provincia di Bolzano e in Calabria, seguite da Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.
Le associazioni dei consumatori chiedono un intervento immediato del governo. Il Codacons propone di attivare il meccanismo delle “accise mobili”, riducendo le tasse sui carburanti di almeno 15 centesimi al litro per contenere l’impatto sui prezzi.
Secondo Assoutenti, anche un taglio più limitato delle accise avrebbe effetti concreti: con una riduzione di 5 centesimi al litro, un automobilista potrebbe risparmiare circa 3 euro su un pieno da 50 litri e oltre 70 euro l’anno. Un intervento più consistente porterebbe benefici ancora maggiori, incidendo anche sui prezzi dei beni trasportati su gomma, in particolare quelli alimentari.
Nel frattempo, per milioni di automobilisti italiani ogni rifornimento resta una piccola stangata, con il timore che l’ondata di rincari possa riflettersi presto anche sul costo della vita.






