Boom di incidenti sul lavoro: l’Irpinia supera la media regionale

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A volte i numeri incutono timore, specie se si tratta di incidenti, infortuni e decessi sul lavoro. Se la matematica non è una mera opinione, i numeri sgomberano il campo da dubbi e incertezze sulle nuove tendenze di chi, un lavoro, ha smesso di cercarlo per plausibile sfiducia. Si lavora certamente per vivere non per infortunarsi, ammalarsi o, addirittura perdere la vita: dovrebbe essere questo il principio che guida le scelte di quanti decidono di offrire lavoro e abilità sul mercato. Purtroppo i dati accreditati ci lasciano basiti e, talvolta, sgomenti. La Campania non è nota soltanto per i ricorrenti slanci di evasione fiscale di sopravvivenza, ma anche per il gran numero di infortuni sul lavoro che incombono su lavoratori di tutte le categorie. Nelle statistiche, purtroppo, non figurano però le vessazioni che una pletora crescente di lavoratori e professionisti sono costretti quotidianamente a subire per riuscire a “sbarcare il lunario”. Ma i dati ufficiali dell’INPS parlano chiaro: il 2025 registra un incremento di infortuni sul lavoro del 14 per cento circa in Campania rispetto all’anno precedente. Il dato è già allarmante e destabilizzante di per sé, ma la situazione, nel periodo considerato, peggiora del doppio in Irpinia se si considerano i numeri provenienti dall’ Associazione Nazionale dei Mutilati ed Invalidi del Lavoro di Avellino. Più che di dati si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra, quella combattuta giornalmente dai lavoratori irpini contro la povertà con l’intento della sopravvivenza: una media di 4 infortuni al giorno, una menomazione ogni 24 ore, una morte bianca ogni 2 mesi. Questi sono “i numeri che dà l’Irpinia” in materia di lavoro, non il frutto di perverse fantasie dialettiche. Il risultato è più terrificante che drammatico: in Irpinia la percentuale di infortuni sul lavoro dell’ anno 2025 sale del 28% rispetto al 2024. Stiamo parlando di un incremento peggiorativo almeno doppio rispetto a quello medio regionale che si concentra in un’ area, come la provincia di Avellino, già martoriata dall’assenza di opportunità e prospettive durature in ordine all’argomento “lavoro”. Mentre il governo centrale spende e spreca miliardi di euro in guerre ed immobilismo, i cittadini irpini perdono la loro battaglia e spesso anche la vita lavorando. La sopravvivenza è un diritto inalienabile e fondamentale riconosciuto peraltro dall’ articolo 2 della Costituzione italiana che nessuno Stato ha il diritto di ridimensionare e centellinare in nome di un lavoro sempre più improbabile, raro e sfuggente. E’ impossibile, dunque prescindere dalle considerazioni eseguite sinora per giudicare chi elude o evade il fisco soltanto per portare la propria pelle a casa: tutti i fenomeni economici sono legati tra loro da un filo sottile come quello che separa la vita dalla morte.

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