Il 2 e 3 ottobre a Napoli la seconda edizione dell’appuntamento scientifico dedicato all’autismo senza compromissione intellettiva e del linguaggio. Le responsabili scientifiche Valentina De Clemente e Pia Santangelo presentano due giornate di confronto con esperti italiani e internazionali sulle nuove frontiere della ricerca, della clinica e della presa in carico
Il 2 e 3 ottobre, al Gold Tower Hotel di Napoli, torna “L’arte del mascherarsi. Parliamo di Spettro dell’Autismo”, congresso giunto alla seconda edizione e realizzato dall’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon, con il patrocinio, tra gli altri, del Gruppo Asperger Campania.
Il programma scientifico, che vedrà la presenza di numerosi esperti italiani e internazionali, attraversa numerosi aspetti della condizione autistica che porteranno il loro contributo sulle nuove frontiere della ricerca, della clinica e della presa in carico: epigenetica, neuroinfiammazione, microbiota intestinale, risposta ai farmaci, disregolazione emotiva e disturbi dell’umore, profilo sensoriale, sonno, bullismo, trauma e PTSD, disturbi alimentari, empatia, sessualità, transizione all’età adulta e strategie terapeutiche e riabilitative, disturbi di personalità e dipendenze. Un’impostazione che amplia il percorso avviato nella prima edizione, quando erano stati affrontati temi quali autismo al femminile, suicidalità, doppia eccezionalità e alto potenziale cognitivo.
Il congresso è presieduto dal dott. Carlo Barbati, con presidente onorario la dott.ssa Giampina Grimaldi, mentre responsabili scientifiche sono le dott.sse Valentina De Clemente e Pia Santangelo. L’evento è accreditato ECM e assegna 8,4 crediti formativi.
“Come responsabili scientifiche del Congresso – affermano le dottoresse De Clemente e Santangelo – abbiamo scelto di dedicare queste due giornate a un confronto scientifico e interdisciplinare sull’autismo senza compromissione intellettiva e del linguaggio, coinvolgendo esperti italiani e internazionali e affrontando lo spettro autistico nella sua complessità: dalla ricerca alla diagnosi, dagli aspetti clinici agli interventi terapeutici e assistenziali. Questa seconda edizione nasce dalla volontà di proseguire e ampliare un percorso scientifico dedicato a profili dello spettro che richiedono competenze sempre più specifiche. Abbiamo voluto creare uno spazio di approfondimento capace di mettere in dialogo neuropsichiatri, psichiatri, psicologi e professionisti della salute, affinché i progressi della ricerca scientifica possano alimentare la riflessione e contribuire all’evoluzione dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali. L’evoluzione delle conoscenze ci invita infatti a considerare la persona nella sua complessità, approfondendo non soltanto le caratteristiche nucleari dell’autismo, ma anche le condizioni associate e le differenti manifestazioni che possono emergere nel corso della vita. Per questo riteniamo fondamentale il confronto tra professionalità, discipline ed esperienze diverse: è attraverso questo dialogo che possiamo migliorare la nostra capacità di comprendere e intervenire”.
Tra i momenti di maggiore rilievo, la special lecture di Tony Attwood dedicata al profilo sensoriale associato all’autismo. Nel panel scientifico figurano inoltre, tra gli altri, Stefano Vicari, Daniela Lucangeli, Roberto Keller, Liliana Dell’Osso e Valentina Pasin, insieme a numerosi specialisti provenienti da diverse realtà italiane.
“Per noi un congresso scientifico non può esaurirsi nella condivisione delle conoscenze – continuano le responsabili scientifiche – deve contribuire a farle entrare sempre più nella pratica clinica. Il nostro obiettivo è favorire una capacità sempre maggiore di riconoscere questi profili e di costruire percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali appropriati. In questo processo consideriamo prezioso anche il confronto con le persone autistiche e con le loro famiglie, perché permette alla competenza scientifica e clinica di incontrare i bisogni che emergono nella quotidianità”.
È proprio su questo terreno che si inserisce il contributo del Gruppo Asperger Campania, che ha accolto con particolare soddisfazione la richiesta di patrocinio e sarà presente nel momento dei saluti iniziali, portando all’interno del congresso la voce delle persone autistiche e delle famiglie.
“Siamo felici e onorati di sostenere un appuntamento che sceglie di concentrare l’attenzione scientifica su profili dello spettro ancora troppo spesso poco riconosciuti o riconosciuti tardivamente – afferma Angela Silletti, presidente regionale del Gruppo Asperger Campania –. Il nostro ringraziamento va innanzitutto alle dottoresse Valentina De Clemente e Pia Santangelo per aver creduto nella necessità di dedicare uno spazio specifico a questi profili e per continuare a portare sul nostro territorio competenze ed eccellenze nazionali e internazionali”.
Per il Gruppo Asperger Campania, proprio l’alto livello scientifico dell’appuntamento pone però una questione ulteriore: come fare in modo che il patrimonio di conoscenze e competenze raggiunga progressivamente anche i servizi territoriali, traducendosi in una migliore capacità di riconoscimento, diagnosi e presa in carico.
“Il nostro auspicio è molto concreto: vorremmo che ciò che viene approfondito e condiviso durante queste giornate non restasse soltanto nelle sale di un congresso – prosegue Silletti –. La vera sfida comincia dopo: fare in modo che questa conoscenza raggiunga i servizi territoriali e diventi capacità di riconoscere questi profili, formulare diagnosi appropriate e garantire una presa in carico competente, efficiente e continuativa. Una necessità che riguarda l’intero arco della vita, perché i bisogni non terminano con l’età pediatrica ma accompagnano bambini, adolescenti e adulti”.
Una prospettiva importante che si concretizza nel Congresso “L’arte del mascherarsi. Parliamo di Spettro dell’Autismo”: la presenza, nello stesso luogo, della comunità scientifica, dei professionisti, delle persone autistiche e delle famiglie rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’appuntamento. Prospettive differenti sono chiamate a dialogare perché l’avanzamento delle conoscenze possa tradursi progressivamente in risposte sempre più appropriate.









