Dopo quasi un secolo di mistero, il leggendario Diamante Fiorentino — la gemma gialla dei Medici, simbolo di potere e splendore rinascimentale — è tornato alla luce. Custodito per decenni in una cassaforte canadese, il prezioso è stato ufficialmente riconosciuto e autenticato, riaccendendo i riflettori su una delle pietre più affascinanti della storia europea.
Le origini e il viaggio del diamante
Le origini del Fiorentino si perdono tra le luci e le ombre delle miniere indiane di Golconda, da cui provenivano alcune delle gemme più pure al mondo. Dopo un lungo viaggio, il diamante arrivava in Europa di mano in mano: da Carlo il Temerario ai mercanti genovesi, poi al duca di Milano e infine ai Medici di Firenze, che ne fecero un simbolo della propria grandezza.
Con l’estinzione della dinastia medicea, la pietra entrò a far parte del tesoro degli Asburgo-Lorena, eredi del Granducato di Toscana. Ma la storia prese una svolta drammatica alla fine della Prima guerra mondiale, quando l’Impero austro-ungarico crollò. L’ultimo imperatore, Carlo I d’Austria, ordinò di mettere in salvo i gioielli imperiali. Così il Fiorentino fu portato prima in Svizzera, poi — tramite l’imperatrice Zita di Borbone Parma — in Canada, dove rimase nascosto in un caveau per quasi cento anni.
Il ritrovamento e la conferma
Per decenni si è creduto che il diamante fosse andato perduto. Ma nel novembre 2025, la verità è finalmente emersa. La famiglia Asburgo, per voce dell’erede Karl Habsburg, ha rivelato che il Fiorentino era sempre stato custodito in Canada insieme ad altri gioielli della corona imperiale.
Una perizia eseguita dalla storica gioielleria viennese A. E. Köchert ne ha confermato l’autenticità, restituendo al mondo una delle pietre più leggendarie della storia.
Qual è il futuro del gioiello?
Il ritrovamento ha acceso un dibattito internazionale. Sebbene la gemma resti di proprietà privata della famiglia Asburgo-Lorena, molti storici e istituzioni italiane ne chiedono il ritorno a Firenze. A sostegno di questa ipotesi viene citato il “Patto di famiglia” dell’ultima dei Medici, Anna Maria Luisa, che nel 1737 stabilì che i beni artistici e culturali della casata dovessero restare “a beneficio dello Stato e del pubblico decoro di Firenze e Toscana”.
Tuttavia, il futuro del diamante è ancora incerto: tra Italia, Austria, Canada e la famiglia Asburgo si aprono scenari complessi sul piano legale e diplomatico.
Perché questa scoperta è importante
Il ritorno del Diamante Fiorentino è un tassello prezioso della memoria europea. Racconta il passaggio del potere tra dinastie, le fughe dei sovrani in tempo di guerra e il destino dei grandi tesori del passato.
Rivederlo brillare oggi significa riscoprire un frammento autentico della nostra storia, rimasto per troppo tempo sepolto sotto il peso del silenzio e del tempo.



