Dopo diciannove anni di tentativi falliti e quindici cicli di fecondazione in vitro, una coppia è finalmente riuscita a realizzare il sogno di una gravidanza grazie all’intelligenza artificiale. Il merito è del sistema STAR (Sperm Track and Recovery), sviluppato al Columbia University Fertility Center, che ha permesso di individuare pochi spermatozoi vitali e ottenere così la prima gravidanza clinica al mondo con questa tecnologia.
Il caso riguardava un uomo affetto da azoospermia, una condizione in cui gli spermatozoi sono assenti o talmente rari da risultare invisibili ai metodi convenzionali. L’intelligenza artificiale è riuscita dove l’occhio umano non poteva arrivare: il sistema STAR, grazie a un chip microfluidico e a un algoritmo capace di analizzare milioni di immagini al minuto, ha identificato e isolato gli spermatozoi nascosti senza ricorrere a procedure invasive.
«È come cercare una stella nuova nel cielo: pochi spermatozoi in mezzo a miliardi di cellule», ha spiegato il dottor Zev Williams, responsabile del progetto. E in effetti, proprio da una di quelle “stelle invisibili” è nata la speranza: la fecondazione è riuscita e oggi la donna, dopo quasi vent’anni di tentativi, è finalmente incinta.
L’esperimento rappresenta una svolta epocale nella medicina della fertilità. STAR apre nuove possibilità per migliaia di coppie che fino a oggi erano considerate senza prospettive di paternità biologica, offrendo una strada innovativa, meno invasiva e più mirata.
Dalle lacrime per i tentativi falliti al sorriso per una nuova vita in arrivo: l’intelligenza artificiale ha dimostrato che, anche quando la natura sembra dire “no”, la scienza può ancora trovare un modo per accendere la speranza.



