UNA DELEGAZIONE DEI PRESIDENTI DELLE SEZIONI COLDIRETTI CONSEGNA UN DOCUMENTO ALL’ASSESSORE REGIONALE SERLUCA: “SERVONO INTERVENTI URGENTI A SOSTEGNO DELLE IMPRESE E UN CONFRONTO DIRETTO CON LA REGIONE CAMPANIA”.
Dai vigneti agli oliveti, dalla castanicoltura alla zootecnia: tutte le principali filiere agricole della provincia alle prese con costi crescenti, prezzi in calo e difficoltà di mercato. Coldiretti richiama l’attenzione della Regione Campania sul rischio di abbandono delle attività agricole, soprattutto nelle aree interne. L’assessore Serluca conferma l’impegno suo e del presidente Fico a reperire risorse nell’ambito delle politiche di coesione per sostenere il comparto
AVELLINO – Un’agricoltura sempre più in difficoltà, stretta tra l’aumento dei costi di produzione, la riduzione dei margini di redditività, le conseguenze dei cambiamenti climatici e le criticità dei mercati. È il quadro preoccupante che emerge dal documento elaborato da Coldiretti Avellino e consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura Maria Serluca, nel corso di un incontro presso la sede Coldiretti di Sant’Angelo dei Lombardi, alla presenza dei presidenti delle sezioni dell’organizzazione agricola dell’intera provincia.
Un’iniziativa che nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione della Regione Campania su una situazione di crescente sofferenza che coinvolge tutte le principali filiere produttive irpine, mettendo a rischio non soltanto la tenuta economica delle aziende, ma anche il futuro delle comunità rurali e delle aree interne.
“L’agricoltura irpina sta attraversando una fase estremamente delicata. Le nostre imprese continuano a garantire produzioni di eccellenza, a presidiare il territorio e a rappresentare un elemento fondamentale dell’economia provinciale, ma devono fare i conti con condizioni che rendono sempre più difficile continuare a produrre e assicurare un reddito dignitoso agli agricoltori – afferma la direttrice di Coldiretti Avellino, Maria Tortoriello -. Quella che abbiamo portato all’attenzione dell’assessore Serluca non è la difficoltà di una singola filiera, ma una crisi che attraversa l’intero sistema agricolo provinciale. La presenza dei presidenti di tutte le nostre sezioni testimonia una preoccupazione diffusa e la volontà di rappresentare con una voce unitaria le esigenze delle imprese. Servono risposte concrete e tempestive, perché il rischio è quello di assistere a un progressivo abbandono delle attività agricole, soprattutto nei territori più fragili”.
Nel corso dell’incontro, l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca ha ribadito il proprio impegno e quello del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a individuare nuove risorse nell’ambito delle politiche di coesione, da destinare al sostegno del comparto agricolo. Un’apertura che Coldiretti Avellino accoglie positivamente, ribadendo la necessità di tradurre il confronto istituzionale in interventi concreti e tempestivi a favore delle imprese e delle filiere produttive del territorio.
Il documento consegnato all’assessore regionale analizza nel dettaglio le criticità che interessano i diversi comparti produttivi. Nel settore vitivinicolo, uno dei simboli dell’economia agricola irpina, l’incremento dei costi di energia, carburanti, concimi, prodotti fitosanitari, materiali per il confezionamento e manodopera si accompagna alle difficoltà legate ai bassi prezzi di vendita delle uve e alle giacenze delle cantine. A pesare ulteriormente sono gli effetti degli eventi climatici estremi, che mettono a rischio quantità e qualità delle produzioni, rendendo sempre più necessari strumenti di prevenzione, gestione del rischio e sostegno agli investimenti.
Particolarmente critica anche la situazione dell’olivicoltura, dove all’aumento dei costi di gestione degli oliveti e alla frammentazione fondiaria si aggiunge una forte crisi di mercato. Il crollo dei prezzi, nonostante l’elevata qualità dell’olio prodotto, e la concorrenza dell’olio d’oliva estero a basso costo stanno determinando difficoltà crescenti per le aziende. Una situazione che si riflette anche sui frantoi, con silos e cisterne ancora pieni di olio invenduto delle precedenti campagne. Coldiretti evidenzia la necessità di incentivare il recupero degli oliveti abbandonati, favorire la meccanizzazione e l’aggregazione tra produttori e rafforzare la valorizzazione commerciale dell’olio irpino.
Per castanicoltura e corilicoltura, comparti strategici soprattutto nelle aree interne, pesano invece le emergenze fitosanitarie, l’aumento dei costi delle operazioni colturali e le conseguenze della siccità. In particolare, per le nocciole si registrano rese estremamente basse e, in alcuni casi, problemi di qualità del prodotto, mentre per il castagno torna a destare preoccupazione la presenza del cinipide. Da qui la richiesta di programmi specifici per il recupero e la manutenzione dei castagneti, il contrasto alle emergenze fitosanitarie e il sostegno alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti.
Difficoltà significative interessano anche la cerealicoltura, con prezzi riconosciuti agli agricoltori che oscillano tra i 22 e i 28 euro al quintale, livelli che, a fronte dell’aumento dei costi di produzione, rischiano di rendere economicamente insostenibile la coltivazione di numerosi terreni.
Non meno complessa la situazione della zootecnia, particolarmente importante nelle aree interne e montane della provincia, dove i costi sempre più elevati per mangimi, energia, carburanti, farmaci veterinari e gestione degli allevamenti non trovano un adeguato riconoscimento nei prezzi delle produzioni. Una condizione che rende necessario rafforzare le filiere locali e valorizzare le produzioni lattiero-casearie e le carni di qualità.
Anche le aziende orticole e le altre realtà produttive devono confrontarsi con costi crescenti, difficoltà nel reperimento della manodopera e instabilità climatica, che rendono indispensabili investimenti in innovazione, sistemi di irrigazione efficienti, agricoltura di precisione e strumenti di protezione delle colture.
A queste problematiche si aggiungono criticità trasversali che riguardano l’intero settore agricolo: dalla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e gestione dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi alle difficoltà di accesso al credito, fino agli ostacoli burocratici che rallentano l’attività delle imprese e i tempi di erogazione delle risorse.
“Stiamo lavorando incessantemente da mesi, sia con il Governo nazionale, dal quale sono arrivati segnali positivi, sia con l’assessorato regionale – afferma la presidente di Coldiretti Avellino, Veronica Barbati -. Ma l’urgenza del momento richiede uno sforzo maggiore per preservare le nostre imprese, che non può che passare attraverso un confronto diretto con il governo regionale. Il presidente Fico ha più volte dichiarato di avere particolarmente a cuore la questione delle aree interne. È bene ricordare che questi territori sarebbero molto più poveri di capitale economico e umano se non fosse per il lavoro quotidiano dei nostri agricoltori, che continuano a garantire occupazione, presidio del territorio e vitalità alle comunità locali. Non possiamo permettere che per un numero sempre maggiore di imprese agricole l’abbandono delle coltivazioni diventi una possibilità concreta, quando non addirittura l’unica alternativa. Dobbiamo invece creare le condizioni perché continuare a coltivare la terra sia una scelta economicamente sostenibile e perché sempre più imprese possano investire, crescere e guardare al futuro con fiducia. A una situazione straordinaria dobbiamo rispondere con un impegno altrettanto straordinario”.
Da qui la richiesta di Coldiretti Avellino alla Regione Campania di avviare un confronto immediato sulle misure necessarie a sostenere il settore. Tra le priorità indicate figurano interventi a tutela del reddito degli agricoltori, strumenti di sostegno agli investimenti e all’innovazione, misure per favorire la commercializzazione e la valorizzazione delle produzioni locali, programmi specifici per il recupero dei castagneti e il contrasto delle emergenze fitosanitarie, oltre al rafforzamento dei sistemi assicurativi e alla velocizzazione delle procedure di riconoscimento e ristoro dei danni climatici. Fondamentale anche la semplificazione burocratica, insieme a strumenti finanziari e garanzie che facilitino l’accesso al credito e accompagnino le imprese nei processi di modernizzazione e transizione tecnologica.
“Accogliamo positivamente l’impegno manifestato dall’assessore Serluca. È un segnale importante, al quale auspichiamo possano seguire rapidamente interventi concreti, capaci non soltanto di rispondere alle emergenze, ma anche di costruire prospettive di sviluppo per il settore – concludono Barbati e Tortoriello -. L’Irpinia agricola rappresenta un patrimonio straordinario di produzioni, competenze e identità territoriali. Un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere e che deve essere messo nelle condizioni di continuare a generare economia, occupazione e futuro”.








