Il regalo di Natale della Bce a Campania e Irpinia: un altro quarto di punto sul tasso

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La BCE ha recentemente deciso di rialzare il tasso di interesse (saggio di sconto) di un altro quarto di punto. Non e’ una buona notizia sul fronte economico perché innalza il costo del denaro che le banche commerciali prendono a prestito dalla Banca Centrale e induce le prime a rivalersi su soggetti, imprese, attività e operazionipassanti direttamente e indirettamente per la mediazione bancaria.

Il rialzo dei tassi e l’austerità

Il rialzo e’ stato voluto in nome dell’austerità che la stessa Unione Europea ha generato con le sue scelte dissennate in campo energetico, industriale, bellico (finanziamenti onerosi per acquisti di armi) e geopolitico più in generale.

È un paradosso perfetto. Prima crei l’inflazione con sanzioni, false transizioni, imposte e spese fuori controllo, poi punisci i cittadini per l’inflazione che tu stessa, UE, hai creato, chiamando questa ignobile scellerate zza “rigore”.

Christine Lagarde e la parola “resilienza”

Christine Lagarde ha detto che con questo provvedimento l’Europa dimostra resilienza. In realtà l’Europa dimostra solo una cosa: di essere schiava di interessi particolari che non coincidono mai con quelli dei popoli contribuenti.

La parola resilienza è diventata l’alibi dell’ipocrisia, questo e’ quanto ci regala la pagliacciata della odierna democrazia.

È resiliente chi non ha scelta. È resiliente la famiglia che paga un mutuo più caro, l’artigiano che non ottiene più credito, il giovane che rinuncia a comprare casa.

Mutui, prestiti e consumi: chi paga il conto

Perché il conto, come sempre, arriva a chi è più debole e più indebitato.

I mutui salgono, i prestiti alle piccole imprese si chiudono, i consumi si fermano.

Natale e austerità

E per Natale, cosa ci aspetta? Tanta austerità. Soprattutto nei territori che l’Europa finge di non vedere.

In Campania, e in particolare in Irpinia, l’effetto sarà doppio.

Qui non ci sono grandi rendite finanziarie che beneficiano dei tassi alti. Ci sono famiglie con mutui variabili accesi per la prima casa, imprese edili e agricole che vivono di piccolo credito, comuni che faticano a finanziare una strada o un argine.

Un quarto di punto a Francoforte significa un cantiere in meno ad Avellino, una cantina che non si amplia a Taurasi, un giovane in meno che resta a Lioni o a Sant’Angelo dei Lombardi.

Un quarto di punto che pesa sul territorio

Chiamatela come volete, ma non è stabilità. È solo austerità che scende dall’alto, e che per l’Irpinia rischia di trasformare il prossimo inverno in un inferno.

E, allora, risparmiate ci almeno le chiacchiere da bar di fine anno dei presidenti e la spettacolarizzazione delle sanzioni dei Nas inferte agli esercenti che non puliscono per bene le cucine e i locali commerciali.

Avete creato l UE per prosciugare i risparmi di lavoratori e ceto medio lasciando che i più disagiati e indebitati periscano di fatica come accadeva nei gulag.

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