Nella giornata di sabato 13 giugno, i Carabinieri della Stazione di Ariano Irpino hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti di un uomo gravemente indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie.
Il provvedimento, emesso dall’Autorità giudiziaria nell’ambito delle indagini preliminari, impone all’indagato di mantenere una distanza di almeno mille metri dalla persona offesa, dai figli e dai luoghi da loro abitualmente frequentati, in particolare l’abitazione e il luogo di lavoro. Disposto inoltre il divieto assoluto di comunicare con le vittime attraverso qualsiasi mezzo.
L’attività investigativa ha preso avvio dalla denuncia presentata dalla donna che, dopo anni di presunte condotte violente, minacciose e vessatorie da parte del marito, aveva deciso di lasciare l’abitazione familiare. Una situazione che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aveva reso impossibile una normale e serena convivenza.
Le dichiarazioni della persona offesa hanno trovato riscontro nelle sommarie informazioni testimoniali rese dai figli della coppia. I ragazzi hanno infatti descritto un contesto familiare caratterizzato da continui conflitti e comportamenti abusivi, riferendo episodi di violenza fisica e verbale che il padre avrebbe perpetrato nel corso degli anni nei confronti della madre.
A rafforzare il quadro indiziario raccolto dagli investigatori è stata anche acquisita la fotografia di una cicatrice presente sul corpo della donna, ritenuta riconducibile a una precedente aggressione mai denunciata.
L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno dei maltrattamenti in ambito familiare, una realtà che troppo spesso resta confinata tra le mura domestiche. L’intervento delle forze dell’ordine e della magistratura evidenzia l’importanza della denuncia quale strumento fondamentale per interrompere situazioni di violenza e garantire tutela alle vittime, comprese quelle indirette rappresentate dai figli, spesso costretti ad assistere agli abusi.
Si precisa che la misura cautelare è stata adottata nella fase delle indagini preliminari. Restano pertanto salvi i mezzi di impugnazione previsti dall’ordinamento e il principio di presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva.





