Comunicato stampa
Venerdì 29 maggio, è avvenuta la proclamazione degli eletti che ha visto una composizione
della maggioranza e della minoranza chiara nei numeri, molto meno nella sostanza. Quattro
i consiglieri per la compagine di centrosinistra civico, tra cui Roberto Cardinale, candidato
sindaco, Enrico Franza, primo degli eletti, Maria Carmela Guardabascio e Mario Iuorio.
Carmine Grasso, candidato sindaco e Laura Cervinaro per la coalizione di centrosinistra
partitica. Il risultato delle elezioni amministrative di Ariano Irpino consegna un dato politico
che merita una riflessione approfondita. La coalizione di centrosinistra a sostegno di Roberto
Cardinale, composta da tre liste civiche, ha ottenuto il 31% dei consensi, quasi il doppio
rispetto al 16,28% raccolto dalla compagine del cosiddetto “campo largo” guidata da
Carmine Grasso.
Quest’ultima era sostenuta da quattro liste, tra cui la civica “È Tempo di Ariano” e dai simboli
di partito del Movimento 5 Stelle, del PSI e di Mastella – Noi di Centro. Il responso delle urne
appare chiaro: gli elettori hanno premiato una proposta autenticamente civica e alternativa,
bocciando una linea politica che non è riuscita a intercettare il consenso necessario per
competere efficacemente. Una strategia che, nei fatti, si è rivelata perdente e che ha
contribuito a consegnare al centrodestra la guida della città già al primo turno.
Particolarmente significativo è il dato che vede il centrosinistra mancare l’accesso al
ballottaggio per 375 voti validi. Un margine che lascia spazio a numerose considerazioni.
Qualora fosse stato raggiunto il secondo turno, si sarebbe aperta una partita completamente
nuova, nella quale i numeri avrebbero potuto consentire una competizione reale e aperta per
la conquista della fascia tricolore. Si tratta di una responsabilità politica che andrebbe
riconosciuta con onestà e senza reticenze. Al tempo stesso, l’auspicio è che il tanto evocato
“campo largo” possa almeno trasformarsi in una concreta opposizione di larghe intese,
capace di costruire una presenza seria, credibile e costruttiva all’interno del Consiglio
comunale. Un’opposizione che sappia rispettare il mandato ricevuto dagli elettori e proporsi
come valida alternativa a un’amministrazione che, già nelle prime fasi successive
all’elezione, sembra mostrare alcune evidenti contraddizioni.
La vittoria del centrodestra e le prime incongruenze
Il dato ufficiale consegna la vittoria al centrodestra, che con il candidato sindaco Mario
Ferrante e il sostegno di cinque liste ha ottenuto il 52,73% dei voti, superando la soglia
necessaria per evitare il ballottaggio.
Si tratta di un risultato netto, che fotografa la forza elettorale di una coalizione capace di
schierare ottanta candidati e che hanno raccolto complessivamente oltre il 56% dei
consensi. Un successo che ha determinato un nuovo assetto amministrativo della città.
Tuttavia, a pochi giorni dalla proclamazione del risultato, emergono già elementi che
meritano attenzione. Alcune dinamiche successive al voto sembrano infatti porre
interrogativi sulla coerenza politica della maggioranza e sul rispetto del mandato ricevuto
dagli elettori.In particolare, due liste civiche che durante la campagna elettorale si erano presentate come
dichiaratamente apartitiche — Liberi e Forti, che ha ottenuto l’8,18%, e Patto Civico, che ha
raccolto il 13,68% — sembrano oggi collocarsi in un quadro differente rispetto a quello
prospettato agli elettori. Nel caso di Liberi e Forti, la prima eletta, Mimma Giuliani, risulta già
indicata per un incarico nelle fila della Lega, e potrebbe aspirare a una posizione altrettanto
apicale nella composizione degli organi esecutivi. Un’Amministrazione di centrodestra che
vede tuttavia la presenza predominante della forza di “Azione” che anche a livello nazionale
fa emergere forti perplessità su eventuali e futuri accordi con la lega di Salvini.
Analogamente, desta attenzione la vicenda che riguarda Patto Civico. Fa riflettere come tra i
primi atti istituzionali il neo sindaco, Mario Ferrante, scelga di appoggiare il candidato del
centrosinistra Pisano alla Presidenza dell’Asi, dove la neo eletta, nonché Presidente del
Collegio dei Revisori dell’ASI, Filomena Gambacorta, continua a svolgere il proprio incarico.
Ci auguriamo che faccia una scelta chiara sul suo futuro politico stante il ruolo di un ente
non certo collocabile al centrodestra. Una dinamica che apre interrogativi politici e
amministrativi sui nuovi equilibri che si stanno consolidando all’indomani del voto. In questo
quadro s’inserisce anche l’imminente elezione alla Presidenza della Provincia, dove Ariano
potrebbe essere determinante, mancando con molta probabilità il voto di Avellino.
Qualcosa, evidentemente, non torna. Oppure, forse, è proprio questa la chiave di lettura più
autentica di ciò che sta accadendo nella fase immediatamente successiva alle elezioni.
Gli elettori hanno diritto di conoscere quale sia la reale natura politica dell’amministrazione
che si sta formando e quali siano gli equilibri che ne guideranno l’azione nei prossimi anni.
Solo attraverso la trasparenza e la coerenza sarà possibile rafforzare il rapporto di fiducia tra
istituzioni e cittadini, elemento indispensabile per affrontare le sfide che attendono Ariano
Irpino nel prossimo futuro.
La coalizione di centrosinistra e i consiglieri comunali di minoranza Enrico Franza,
Roberto Cardinale, Maria Carmela Guardabascio e Mario Iuorio








