Il sindaco Franza interviene pubblicamente sui social con un lungo messaggio che prende posizione sul caso della giurista e relatrice speciale ONU Francesca Albanese, denunciando quello che definisce un “silenzio delle istituzioni nazionali, regionali e di parte della politica locale” e rivendicando una posizione personale netta.
Nel suo post, il primo cittadino scrive:
“Il silenzio delle istituzioni nazionali, di quelle regionali e — fatto ancor più grave perché antico e reiterato — di una parte della politica locale dinanzi all’operato di una nostra concittadina impone parole nette. Non parole suggerite dalla contingenza elettorale, come qualche zelante interprete della convenienza proverà inevitabilmente a insinuare, ma parole dettate dal senso della verità e della dignità pubblica.
Ero, sono e resterò dalla parte della verità. E dunque dalla parte di Francesca Albanese. Anche qualora questa dovesse essere l’ultima posizione assunta indossando la fascia tricolore della città che rappresento con orgoglio e rispetto profondo. Da cittadino, prima ancora che da sindaco, considero motivo di autentico orgoglio il prestigioso riconoscimento conferito, qualche giorno fa, a Francesca Albanese per il suo merito civile da parte di Pedro Sanchez.”
Franza richiama anche il riconoscimento attribuito ad Albanese dal presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, definendolo un segnale di valore civile e internazionale.
Nel messaggio viene inoltre citata la decisione di un giudice federale della Columbia, Richard Leon, che avrebbe sospeso alcune sanzioni nei confronti della relatrice ONU, richiamando il principio secondo cui la libertà di espressione è un interesse pubblico da tutelare.
Il sindaco conclude con un passaggio rivolto agli attacchi ricevuti online:
“Quanto agli odiatori professionisti, ai misogini travestiti da moralisti, ai piccoli inquisitori digitali nascosti dietro l’anonimato e la vigliaccheria dei profili falsi, continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: confondere il rumore con il pensiero. Ma resteranno, appunto, rumore di fondo.”
Un intervento che ha immediatamente acceso il dibattito politico locale, riportando al centro la figura di Albanese e le reazioni attorno al suo operato nel contesto internazionale.






