Alta Irpinia e Vallo di Lauro: cresce il numero di anziani e boom di badanti nei prossimi 3 anni

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Ci sono almeno tre ordini di motivi per i quali l’Irpinia, nel prossimo triennio, vedrà incrementare la domanda di badanti più della media nazionale. Al calo delle nascite e all’invecchiamento della popolazione italiana, ormai fenomeni strutturali e irreversibili, la provincia di Avellino aggiunge peculiarità territoriali che fungeranno da veri e propri catalizzatori dell’aumento della richiesta di colf e assistenti familiari.

Spopolamento ed emigrazione giovanile: l’Irpinia sempre più anziana

In primo luogo, l’Irpinia soffre di un forte spopolamento causato dall’emigrazione dei giovani, sempre meno presenti sul territorio e meno disponibili ad occuparsi dei familiari anziani. Questo fenomeno sta accelerando il processo di invecchiamento della popolazione irpina, soprattutto nelle aree interne.

Secondo i dati Istat, in Irpinia per ogni 100 giovani tra 0 e 14 anni ci sono almeno 200 over 65, che rappresentano ormai quasi il 25% della popolazione totale. Nel 2002 l’età media degli irpini era di circa 41 anni, mentre nel 2024 è salita a circa 47 anni, con un incremento vicino al +15%.

Ancora più elevata l’età media nel Vallo di Lauro e in Alta Irpinia, dove si attesta intorno ai 49 anni, ben oltre la media nazionale che supera di poco i 46 anni.

Anziani isolati nei piccoli comuni dell’Alta Irpinia

Un altro fattore determinante riguarda la conformazione territoriale della provincia di Avellino: 118 comuni, spesso montuosi o collinari, molti dei quali con meno di 2mila abitanti. In queste realtà aumentano gli anziani soli, le abitazioni isolate e le difficoltà nei collegamenti e nei trasporti.

Per evitare l’isolamento sociale e affrontare le normali attività quotidiane, molti anziani irpini avranno sempre più bisogno di assistenza domiciliare, sia full time che part time. La figura della badante diventa quindi strategica non solo per la cura, ma anche per la socialità e la qualità della vita.

RSA insufficienti e servizi carenti in provincia di Avellino

A rendere ancora più complesso il quadro contribuisce il numero insufficiente di RSA, case di riposo e centri diurni presenti in Irpinia, incapaci di soddisfare la crescente domanda di assistenza per anziani e malati cronici.

Anche la rete viaria, i servizi pubblici e le infrastrutture territoriali risultano spesso inadeguati, soprattutto nelle aree interne dell’Alta Irpinia e del Vallo di Lauro.

Nel frattempo, la spesa dei Comuni della provincia di Avellino per i servizi assistenziali è aumentata sensibilmente, rendendo poco sostenibili ulteriori incrementi di spesa pubblica per gli over 80 nei prossimi anni.

Boom di badanti in Irpinia: serviranno oltre 7mila assistenti familiari

Seguendo il trend demografico attuale e considerando il continuo calo della popolazione dovuto all’emigrazione, si stima che entro 2 o 3 anni gli over 65 in provincia di Avellino supereranno il 26% della popolazione totale. Gli over 80 potrebbero arrivare a circa 35mila unità.

Secondo l’Osservatorio Domina, istituto che studia l’evoluzione del lavoro domestico in Italia, entro i prossimi tre anni in Irpinia serviranno oltre 7mila badanti in più, poiché il numero attuale di lavoratori dedicati all’assistenza agli anziani è già insufficiente.

Aumento dei costi per l’assistenza agli anziani

Come insegna la microeconomia di base, quando aumenta la domanda di beni e servizi cresce anche il prezzo. Questo significa che assistere una persona anziana costerà sempre di più, con un conseguente aumento delle spese per famiglie ed eredi.

Una parte significativa delle risorse economiche impiegate nell’assistenza familiare finirà inoltre fuori dal territorio locale, considerando che molte badanti sono di nazionalità straniera.

Al dramma demografico si aggiunge quindi anche un problema economico e sociale destinato ad aggravarsi nei prossimi anni. Come diceva Totò: “La matematica non è un’opinione”.

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