Riaperta la Chiesa di San Michele: restituito alla comunità uno dei simboli storici di Grottaminarda

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Grande partecipazione e forte emozione a Grottaminarda per la cerimonia di benedizione del campanile e la riapertura al culto della Chiesa di San Michele Arcangelo, avvenuta nella giornata di ieri.

Presenti il Vescovo, Monsignor Sergio Melillo, il Parroco Don Rosario Paoletti, il responsabile dei lavori Don Luigi De Paola, il Sindaco Marcantonio Spera, lo studioso di storia locale Raffaele Masiello, l’Amministrazione comunale, numerosi Presbiteri della diocesi e tanti cittadini. Il complesso architettonico è stato oggetto di un importante intervento di restauro e conservazione artistica, grazie a fondi PNRR ottenuti dalla Diocesi.

La Chiesa di San Michele e, in particolare, la sua splendida torre campanaria rappresentano uno dei monumenti più antichi di Grottaminarda, già citato in un documento del 1178 conservato nell’Archivio dell’Abbazia di Montevergine. Il campanile di Sant’Angelo, oltre a delineare lo “skyline” di Grottaminarda insieme a quello di Santa Maria Maggiore, riserva molte sorprese all’osservatore attento: caratterizzato da una splendida bifora all’altezza della cella campanaria, lascia scorgere nella sua muratura elementi ancora più antichi, come materiali lapidei di spoglio di epoca romana, frammenti scultorei e formelle in ceramica.

All’interno della Chiesa si conservano opere devozionali e arredi liturgici di rilevanza artistica, tra cui la statua settecentesca di San Michele (recentemente restaurata), l’organo storico, il pulpito, il confessionale, il grande crocifisso e gli affreschi.

Al di là del valore storico e artistico, resta forte il legame di fede e tradizione: il culto micaelico a Grottaminarda è infatti profondamente radicato nella comunità locale.

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