Segnali di ripresa in Irpinia e Sannio, ma la crescita è ancora debole

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Nel 2025 il sistema imprenditoriale delle province di Avellino e Benevento mostra segnali di tenuta sul fronte della nati-mortalità delle imprese, pur all’interno di un quadro che continua a evidenziare fragilità strutturali e una capacità di crescita inferiore alle medie regionali e nazionali.
Secondo i dati Movimprese 2025, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro
delle Imprese delle Camere di Commercio, entrambe le province chiudono l’anno con un saldo
positivo tra iscrizioni e cessazioni, segnando un’inversione di tendenza rispetto alle criticità emerse
nel 2024, in particolare per il Sannio.
Nel dettaglio, nel 2025 la provincia di Avellino registra 1.891 nuove iscrizioni e 1.843 cessazioni,
con un saldo positivo di +48 imprese e un tasso di crescita pari allo 0,11%. Anche Benevento torna in territorio positivo, con 1.348 iscrizioni e 1.309 cessazioni (+39 imprese),
dopo il saldo negativo registrato nel 2024.
Nonostante il segno positivo, i tassi di natalità imprenditoriale restano contenuti: 4,5% ad
Avellino e 4% a Benevento, valori inferiori sia alla media campana (5,2%) sia a quella nazionale
(5,5%), confermando una debole capacità di generare nuova imprenditorialità nelle aree interne.
È quanto emerge in sintesi dall’analisi Movimprese relativa all’anno 2025, condotta da
Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e
disponibile con un cruscotto interattivo all’indirizzo www.infocamere.it/Movimprese. Questo
strumento consente di approfondire le dinamiche territoriali e individuare le leve strategiche per il
rilancio.
Alla fine del 2025, sono 42.040 le imprese registrate in provincia di Avellino e 33.497 nel
Sannio, rappresentando il 13% del tessuto imprenditoriale campano, che conta
complessivamente 594.395 imprese.
Questo scenario è strettamente legato ai fenomeni di spopolamento e invecchiamento della
popolazione che colpiscono le aree interne, determinando una contrazione non solo della base
demografica, ma anche della capacità imprenditoriale del territorio.
I settori economici
Sul piano settoriale, l’agricoltura continua a rappresentare un pilastro dell’imprenditoria locale dal
punto di vista numerico, concentrando circa il 25% delle imprese in Irpinia e il 30,1% nel
Sannio, sebbene inserita in un contesto di progressivo ridimensionamento a livello nazionale.
Accanto ai settori tradizionali, emergono segnali positivi nei servizi, in particolare nelle attività
professionali, scientifiche e tecniche e nei servizi finanziari e assicurativi, in linea con le
dinamiche nazionali che vedono un rafforzamento dell’economia dei servizi.
Il commercio mostra segnali di stabilizzazione, mentre il comparto delle costruzioni evidenzia
andamenti differenziati tra i territori.

Forme giuridiche e struttura imprenditoriale
Con riferimento alle forme giuridiche, in entrambe le province prevale la ditta individuale, che
rappresenta il 56,2% delle imprese registrate in provincia di Avellino (1.101 nuove iscrizioni) e
il 56,9% in provincia di Benevento (775 iscrizioni), valori superiori sia alla media regionale
(49,6%) sia a quella nazionale (49,7%).
Seguono le società di capitale, che incidono per il 32% in Irpinia e il 32,7% nel Sannio,
segnalando una progressiva, seppur ancora contenuta, evoluzione verso strutture imprenditoriali più
organizzate e orientate ai mercati.
Nel 2025 le imprese artigiane risultano 6.214 in provincia di Avellino, pari al 14,8% del totale, e
4.250 in provincia di Benevento, pari al 12,7%. In entrambi i territori il saldo tra iscrizioni e
cancellazioni risulta negativo (-25 Avellino, -3 Benevento), così come il tasso di crescita rispetto
all’anno precedente (-0,4% e -0,1%).
Imprenditorialità, età e genere
Sotto il profilo della composizione della classe imprenditoriale, permane una forte incidenza delle
cariche maschili, sebbene su livelli inferiori rispetto alle medie regionale e nazionale: 68,8% in
provincia di Avellino e 68,3% in provincia di Benevento.
Si conferma inoltre un deciso invecchiamento della base imprenditoriale: gli imprenditori over
50 rappresentano il 48,8% ad Avellino e il 49,1% a Benevento, mentre la fascia under 30 si ferma
rispettivamente al 3,9% e al 3,7%, evidenziando la difficoltà di favorire il ricambio generazionale.
Gli imprenditori stranieri rappresentano il 6,5% dei titolari di cariche nelle imprese irpine e il
5,5% in quelle sannite.
Il punto di vista della Camera di Commercio Irpinia Sannio
«I dati Movimprese 2025 restituiscono un quadro di sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale
di Irpinia e Sannio, ma confermano con altrettanta chiarezza che la debolezza delle dinamiche di
crescita nelle aree interne richiede un’azione pubblica strutturata e di medio periodo», sottolinea il
Commissario Straordinario della Camera di Commercio Irpinia Sannio, Girolamo Pettrone.
«Il ritorno a un saldo positivo rappresenta un segnale incoraggiante, che tuttavia non può essere
letto come un punto di arrivo: i bassi tassi di natalità d’impresa, l’invecchiamento della base
imprenditoriale e la difficoltà di attrarre nuove iniziative economiche impongono scelte coerenti e
orientate allo sviluppo».
«In questo contesto – prosegue Pettrone – la Camera di Commercio è pienamente consapevole della
necessità di rafforzare le leve dell’innovazione digitale, dello sviluppo delle competenze e del
sostegno all’imprenditorialità giovanile, quali fattori chiave per rendere più dinamico e competitivo
il tessuto produttivo locale».
«Accanto a questi assi di intervento – conclude il Commissario – restano centrali anche le politiche
di apertura ai mercati, di accompagnamento all’internazionalizzazione, di accesso al credito e di
valorizzazione delle filiere produttive, in un’ottica integrata di sviluppo che tenga insieme
competitività delle imprese e coesione dei territori».

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