È scomparso a 83 anni Luigi Nicolais, scienziato e protagonista delle istituzioni

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Si è spento all’età di 83 anni Luigi Nicolais, figura di primo piano della ricerca scientifica italiana e della vita istituzionale del Paese. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di grande rilievo, tra cui quello di ministro per le Riforme e l’innovazione nella pubblica amministrazione nel secondo governo Prodi e di presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche tra il 2012 e il 2016.

Nicolais ha avuto anche un lungo impegno nelle istituzioni locali e parlamentari: è stato assessore della Regione Campania nella giunta guidata da Antonio Bassolino dal 2000 al 2005 e deputato alla Camera dal 2008 al 2012. Ingegnere chimico di formazione, ha legato gran parte della sua attività accademica all’Università Federico II di Napoli.

Una vita tra ricerca, università e innovazione

Nato a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, il 9 febbraio 1942, Nicolais si era laureato in ingegneria presso la Federico II, ateneo nel quale è poi diventato professore ordinario di Tecnologie dei polimeri. La sua esperienza accademica si è estesa anche oltre i confini nazionali, con periodi di insegnamento negli Stati Uniti, all’Università di Washington e all’Università del Connecticut.

Nel corso della sua carriera ha diretto l’Istituto per la Tecnologia dei Materiali Compositi del Cnr ed è stato tra i protagonisti del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, che riunisce gli scienziati italiani più citati a livello internazionale.

Nel 2004 ha dato vita all’IMAST, il distretto tecnologico dedicato all’ingegneria dei materiali polimerici e strutturali, assumendone la presidenza. L’anno successivo è stato chiamato a guidare la Città della Scienza di Napoli e l’ARTI, l’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione della Puglia.

Il percorso politico e istituzionale

L’impegno politico di Nicolais si è intensificato a partire dal 2000, quando gli furono affidate le deleghe a Università, ricerca scientifica e innovazione tecnologica nella Regione Campania. Nel 2006 è entrato nell’esecutivo nazionale come ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, incarico ricoperto fino al 2008. Nello stesso anno è stato eletto deputato nelle file del Partito Democratico, dimettendosi poi nel 2012, anno in cui è arrivata la nomina alla presidenza del Cnr.

L’ultimo saluto

I funerali si terranno domani, 13 gennaio, alle ore 16 nella Basilica di Santa Chiara a Napoli. La camera ardente sarà allestita oggi pomeriggio, a partire dalle 15.30 e fino alle 20, nell’aula Pessina dell’Università Federico II. Domani mattina sarà nuovamente aperta al pubblico dalle 8 fino al trasferimento del feretro in chiesa.

Il ricordo delle istituzioni e del mondo scientifico

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo politico e accademico. La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha ricordato Nicolais come una personalità capace di unire competenza scientifica, visione e senso delle istituzioni. «Ha lasciato un segno profondo nella comunità scientifica italiana e internazionale», ha sottolineato, ricordando anche la collaborazione più recente nel ruolo di consigliere per la ricerca e il contributo offerto nei contesti europei dedicati all’innovazione.

Parole di grande stima anche dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il presidente Andrea Lenzi ha parlato di una perdita rilevante dal punto di vista umano e scientifico, sottolineando il contributo dato da Nicolais alla crescita dell’ente e alla valorizzazione della ricerca italiana nel panorama globale.

Il ruolo nel Gruppo 2003

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica ha ricordato Nicolais come una delle voci più autorevoli della scienza italiana, inserito nell’1% degli studiosi più citati al mondo. Fondatore e primo presidente dell’associazione, ha sempre sostenuto l’obiettivo di rafforzare nel Paese la cultura scientifica e il ruolo strategico della ricerca per lo sviluppo economico e sociale.

Il presidente del Gruppo, Rocco De Nicola, ha voluto sottolineare anche il lato umano del rapporto con Nicolais, ricordando l’incoraggiamento ricevuto nel 2024 a candidarsi alla guida dell’associazione. «Con la sua scomparsa perdiamo un punto di riferimento per la politica della ricerca in Italia – ha scritto – e io perdo un amico generoso, sempre pronto a mettere la sua esperienza al servizio della comunità scientifica».

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